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Pomodoro
Coltivare gli Ortaggi: dalla f alla l
Asparago







Gli ortaggi dalla A alla Z:
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il fagiolo

Fagiolo - Leguminosa erbacea, originaria del continente americano e ampiamente coltivata per i legumi e i semi (fagiolini e fagioli), utilizzati in molte regioni del mondo a scopo alimentare o come foraggio.
I semi, in particolare, sono ricchi di proteine vegetali e vengono consumati, bolliti, nelle minestre o in insalata; inoltre, spesso costituiscono l'ingrediente di base di note pietanze tradizionali come il chili o la pasta e fagioli.
Le originarie specie americane di fagioli selvatici vengono ormai coltivate solo in rari casi. Da esse sono state, tuttavia, ricavate centinaia di varietà orticole dalle caratteristiche più disparate. Le varietà dette "fagiolini", ad esempio, producono baccelli lunghi e sottili, di colore verde o giallo, che vengono consumati interi, mentre i fagioli "kidney" producono piccoli semi bruni e reniformi.

Tra le varietà di fagioli più diffusamente consumate in Occidente si annoverano i fagioli di Lima (poco coltivati in Europa a causa della loro scarsa resistenza ai climi rigidi) e quelli della specie Phaseolus acutifolius latifolius (particolarmente resistenti alla siccità e per questo ampiamente coltivati soprattutto nel sud degli Stati Uniti e in Messico).
I fagioli più diffusamente consumati in Europa sono i borlotti (dal tipico seme rosso-bruno striato) i cannellini (caratterizzati da un seme bianco e allungato, particolarmente tenero) e i fagioli di Spagna (caratterizzati da grandi semi bianchi e coltivati in alcuni casi anche per i loro appariscenti fiori scarlatti).

Per quanto riguarda i caratteri tipici della pianta, fondamentalmente esistono due tipi di fagioli: quelli rampicanti (che necessitano di un sostegno a cui "aggrapparsi") e quelli cosiddetti "nani", a portamento arbustivo ed eretto. Per quasi tutti i tipi di fagioli esistenti sono state ricavate varietà sia rampicanti, che nane.
Gran parte delle specie coltivate industrialmente sono annuali, anche se ne esistono alcune perenni.

In genere i fagioli prediligono i terreni ricchi e morbidi e i climi caldi o temperati, e vengono seminati nella tarda primavera, quando il rischio di eventuali gelate è ormai definitivamente passato.
Una delle malattie che più frequentemente colpisce i fagioli è l'antracnosi, una patologia causata da un fungo che attacca il fusto, le foglie e i baccelli della pianta, producendo su questi ultimi evidenti depressioni brune. Al fine di prevenire la diffusione di tale malattia, i semi vengono accuratamente selezionati e le piante, trattate con particolari tecniche (soprattutto nelle stagioni piovose), per impedirne la trasmissione da un esemplare all'altro.
Anche la ruggine, un'altra delle malattie fungine che attaccano i fagioli, può causare gravi danni alle colture; in questo caso sulle foglie della pianta compaiono dapprima delle piccole macchie pulverulente color ruggine (formate dalle spore del fungo), che si scuriscono e si allargano progressivamente fino a coprire l'intera pagina fogliare e a provocare, infine, il distaccamento della foglia dalla pianta.

Molte altre leguminose affini ai fagioli vengono coltivate a scopo alimentare o come foraggio. Tra queste vi sono le fave, i più antichi legumi alimentari conosciuti in Europa, coltivati fin dalla preistoria in tutto il continente europeo e nel bacino del Mediterraneo. Producono semi globosi e appiattiti di colore bruno, verde o purpureo. La veccia è un altro legume coltivato in tutta Europa come coltura da fieno o da foraggio fresco (vedi Vicia).

Il fagiolo dall'occhio e il lablab producono semi molto simili a quelli dei comuni fagioli, ma non appartengono allo stesso genere; vengono coltivati per lo più come foraggio o consumati con l'intero baccello come i "fagiolini verdi".

Classificazione scientifica: Tutte le specie di fagioli appartengono al genere Phaseolus della famiglia delle Leguminose e il nome scientifico della comune specie orticola è Phaseolus vulgaris. Tra le specie selvatiche di fagiolo diffuse nel Nord America quella denominata Phaseolus polystachios è la più diffusa. Il nome scientifico del fagiolo di Lima è Phaseolus limensis (altrimenti considerato una varietà della specie Phaseolus lunatus) e quello del fagiolo di Spagna è Phaseolus coccineus.



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il farro

Farro - è una graminacea di origine antichissime. E' una specie rustica che si adatta anche nelle zone marginali, ed a basse temperature. L'Abruzzo dei parchi rappresenta un areale particolarmente vocato alla coltivazione del farro, Triticum dicoccum. La rinnovata coltivazione e lavorazione del farro, secondo metodi tradizionali, fa sì che il prodotto abruzzese sia annoverato tra i migliori sul mercato nazionale. Prodotto in coltivazione biologica, il farro trova larghissimo impiego in cucina in forma di sfarinati e semola per polenta, paste artigianali ed essicate, pane, pasticceria, oppure nella forma di chicchi interi, semiperlati per facilitarne la cottura, per la preparazione di saporiti ed energetici minestroni e zuppe.Piatti all'insegna della bontà e genuinità.

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le fave

Fava - I più antichi legumi alimentari conosciuti in Europa, coltivati fin dalla preistoria in tutto il continente europeo e nel bacino del Mediterraneo. Producono semi globosi e appiattiti di colore bruno, verde o purpureo.



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il finocchio

Finocchio - Denominazione comune di una specie perenne, appartenente alla famiglia delle Ombrellifere (Vedi Prezzemolo) e caratterizzata da foglie e semi fortemente aromatici e piccoli fiori gialli. La pianta del finocchio comune (Foeniculum vulgare) può raggiungere 1 m d'altezza e viene largamente coltivata sia in Europa, sia in America per i suoi semi e per le sue foglie, utilizzati come spezie. Il finocchio dolce (Foeniculum vulgare dulce) è una varietà coltivata solo nell'Europa meridionale; ha foglie basali con piccioli molto rigonfi che formano una sorta di falso bulbo, grande quanto una mela, sbiancato grazie all'interramento e consumato come ortaggio, crudo o cotto. I semi del finocchio dolce costituiscono uno degli ingredienti base di molte ricette della cucina italiana e trovano impiego anche in medicina.



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il girasole

Girasole - Denominazione comune di alcune piante erbacee annuali e perenni della famiglia delle Composite. Il genere Helianthus, a cui i girasoli appartengono, comprende circa 65 specie diffuse in tutto il mondo, alcune delle quali raggiungono un'altezza di 3 m. L'infiorescenza, detta calatide, è solitamente singola e ligulata, in alcuni casi arriva a misurare poco meno di 1 m ed è formata da un capolino di fiori gialli, marroni o rossastri, circondato da una corona di brattee gialle. Il singolare comportamento dell'infiorescenza, che durante il giorno è sempre orientata in direzione del sole, è dovuto a un ritmo di crescita differenziata tra le diverse parti del fusto. Nei tessuti in ombra, infatti, si accumula un ormone vegetale, chiamato auxina, che ne stimola la crescita per distensione; i tessuti esposti al sole, invece, hanno una concentrazione di auxina inferiore e dunque si sviluppano più lentamente. Con questo fenomeno, mediato dall'auxina e chiamato fototropismo (Vedi Tropismo), si spiega come il fusto dei girasoli e di molte altre piante riesca a flettersi in direzione di una sorgente luminosa. I girasoli vengono coltivati per i loro semi, dai quali si ottiene un olio di buona qualità, utilizzato in cucina; un altro olio di girasole, meno raffinato, viene impiegato nella produzione di saponi e candele, mentre con i residui della spremitura si ottengono alimenti per il bestiame. I semi crudi, che vengono spesso mischiati ai mangimi per il pollame, vengono anche consumati dagli esseri umani. I girasoli sono strettamente imparentati con i topinambur, che appartengono al loro stesso genere. Classificazione scientifica: I girasoli appartengono al genere Helianthus della famiglia delle Composite. La specie maggiormente coltivata è classificata come Helianthus annuus.

 

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la indivia

Indivia - Pianta da orto appartenente alla famiglia delle Composite e coltivata per le foglie, che vengono consumate fresche in insalata. Quindici giorni prima della raccolta i cespi possono venire legati, per favorire l'imbianchimento dei germogli, che rimangono così più teneri e delicati. Esistono due varietà di indivia: l'indivia riccia, a foglie arricciate, e l'indivia scarola, a foglie lisce e cespo compatto.

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la lattuga

Lattuga - Denominazione comune di svariate specie erbacee appartenenti alla famiglia delle composite e originarie delle regioni temperate dell'emisfero boreale. Ampiamente consumate come ortaggi, sono uno degli ingredienti più comuni delle insalate verdi. Le diverse varietà di lattuga si distinguono essenzialmente in base alla forma del cespo.

Le lattughe romane (ad esempio, il pallone) hanno foglie allungate e cespo lasso; le lattughe cappucce (ad esempio, il trocadero) hanno foglie più tonde e formano un cespo compatto; le lattughe da taglio (ad esempio, la trentina) non formano cespo e producono nuove foglie dopo il taglio.Le lattughe da orto crescono su terreni ben drenati, soffici e ricchi di sostanze organiche fertilizzanti. Vengono piantate in file distanti 30-40 cm le une dalle altre e diradate più volte dopo che la pianta ha raggiunto 5 cm d'altezza.

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le leguminose

Leguminose - Denominazione comune di un vasto gruppo di piante, comprendente circa 18.000 specie che costituiscono l'ordine delle Fabali. Le leguminose, diffuse un po' in tutto il mondo e soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali, hanno caratteri molto differenti, sia dal punto di vista vegetativo, sia da quello fiorifero. Nella maggior parte dei casi sono piante legnose e perenni, anche se non sono rare le specie erbacee o acquatiche. Il tratto più distintivo del gruppo è costituito dal frutto, rappresentato da un legume a singola camera, che una volta giunto a maturazione può aprirsi in due valve lungo giunture, sulle quali si trovano attaccati i semi.

Le diverse specie possono presentare frutti indeiscenti, che non si aprono spontaneamente (come quelli delle arachidi, che maturano sotto terra), o deiscenti, che una volta giunti a maturazione si aprono per rilasciare i semi (come quelli delle ginestre o del lupino). I legumi possono avere una lunghezza variabile da pochi millimetri a più di 30 cm, contenere uno o più semi e avere una colorazione più o meno vivace. Le varie specie presentano fiori con caratteristiche anche molto diverse, unificati tuttavia da alcuni caratteri comuni: la corolla è costituita da cinque elementi, uno superiore molto sviluppato (vessillo), due laterali (ali) e due inferiori fusi insieme in un tubo (carena) contenente 10 stami.

Molte specie ospitano nelle loro radici alcuni tipi di batteri in grado di fissare l'azoto e di trasformarlo in sostanze assimilabili dalle piante. In virtù di questa caratteristica le leguminose vengono spesso utilizzate per arricchire di azoto il suolo dei terreni agricoli. Vedi Fissazione dell'azoto. Dal punto di vista tassonomico le leguminose sono suddivise in tre famiglie. La famiglia delle Papilionacee è composta da circa 12.000 specie perlopiù erbacee, caratterizzate da foglie semplici e fiori molto irregolari; tra di esse si annoverano le diverse varietà di piselli, fagioli, arachidi, soia, trifoglio, erba medica, ginestra e robinia.

Le Mimosacee comprendono circa 3000 specie arboree e arbustive, caratterizzate da foglie bicomposte e fiori regolari, simili a palloncini (Vedi Mimosa e Acacia). Le Cesalpiniacee sono costituite da circa 3000 specie prevalentemente legnose, caratterizzate da foglie composte pennate e da fiori più o meno irregolari; tra queste si ricordano il carrubo, l'albero di giuda, il maggiociondolo e il tamarindo. Classificazione scientifica: Le leguminose appartengono all'ordine delle Fabali e sono suddivise in tre famiglie: le Papilionacee, le Mimosacee e le Cesalpiniacee.

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le lenticchie

Lenticchia - Pianta erbacea leguminosa, originaria dell'Asia sudoccidentale. Ha un fusto sottile, molto ramificato, che raramente supera i 60 cm d'altezza, foglie pennate che terminano in un viticcio e piccoli fiori bianchi con striature azzurre o lilla. Il frutto è un piccolo legume, contenente da uno a tre semi. Classificazione scientifica: Le lenticchie appartengono alla famiglia delle Papilionacee. Il nome scientifico della pianta è Lens esculenta.



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il lupino

Lupino - Denominazione comune di un genere di circa 200 leguminose erbacee, annuali o perenni, per lo più originarie delle regioni occidentali degli Stati Uniti e del bacino del Mediterraneo. Le foglie, composte e di aspetto palmare, sono formate da foglioline oblunghe (fino a 15 cm), mentre i fiori, appariscenti e a forma di pisello, sono riuniti in una lunga infiorescenza spiciforme o in racemi. Il frutto è costituito da un legume contenente i semi appiattiti.

Le specie a semi piccoli vengono coltivate come piante ornamentali, mentre quelle a semi grandi sono piantate a scopo alimentare e per ricavarne foraggio. I lupini sono coltivati intensivamente negli stati dell'America settentrionale che si affacciano sul golfo del Messico, dove si sono adattati ai terreni acidi. Molte specie contengono un alcaloide leggermente tossico, la lupinidina, la cui ingestione da parte del bestiame provoca febbre passeggera e spossatezza. Classificazione scientifica: I lupini appartengono al genere Lupinus della sottofamiglia delle Papilionacee.

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il luppolo

Luppolo - Denominazione comune di una specie rampicante appartenente al genere Humulus della famiglia delle Cannabacee, dell'ordine delle Orticali (Vedi Ortica). Il luppolo ha fusti tenaci e foglie cuoriformi, munite di un numero di lobi compreso fra 3 e 7. I fiori maschili e femminili sono entrambi piccoli e portati su piante separate. I fiori maschili sono riuniti in pannocchie pendule, mentre quelli femminili sono localizzati a coppie nell'ascella delle brattee; nel loro insieme queste ultime formano un amento globoso, a forma di cono e cosparso di ghiandole gialle, contenenti un composto, amaro e resinoso, che è conosciuto come "luppolina" e utilizzato come sedativo.

Il luppolo comune (Humulus lupulus) è originario dell'Asia e dell'Europa ed è naturalizzato negli Stati Uniti nordoccidentali, in Australia e in Brasile. L'utilizzo più importante della luppolina è, tuttavia, finalizzato alla fabbricazione della birra, per la quale il luppolo viene coltivato nelle regioni calde e temperate di Europa, Australia, Nuova Zelanda e Nord America. Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti ne sono i produttori principali a livello mondiale; negli Stati Uniti la coltivazione è limitata agli stati che si affacciano sul Pacifico.

Il luppolo deve essere coltivato in regioni caratterizzate da piogge abbondanti durante il periodo di crescita e da lunga insolazione nel periodo della maturazione del frutto. Le piante di luppolo si sviluppano da polloni radicali piantati in filari, a una distanza di circa 2 metri, alla fine dell'inverno o all'inizio della primavera. Il frutto è prodotto solo dalla pianta femminile, ma piante maschili sono ugualmente piantate in ogni luppoleto, poiché gli amenti fecondati crescono più grandi e con maggiore rapidità di quelli non fecondati. Le piante si sostengono a funi sospese sopra i filari e gli amenti divengono aromatici alla fine dell'estate, quando vengono raccolti. Classificazione scientifica: Il luppolo appartiene al genere Humulus, della famiglia delle Cannabacee, ordine Orticali; viene classificato come Humulus lupulus.

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